"HO LA COSCIENZA PULITA" dice il Sindaco di Pimonte

Riflessioni sulle vicende di Pimonte ed a margine del Comunicato Stampa Ufficiale trasmessoci dal Sindaco via mail

N.B.  Le seguenti riflessioni si basano sulle notizie pubblicate dalle maggiori testate giornalistiche nazionali e rinvenibili via web, nonchè sono frutto delle stesse dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Pimonte e dai suoi concittadini intervistati.


      Ci ha lasciato sgomente un anno fa conoscere la storia della ragazzina di 15 anni di Pimonte  riferita dai media nazionali: nel 2016 sarebbe stata stuprata ripetutamente (il condizionale è ancora  d'obbligo)  da un branco di 12 suoi coetanei, minacciata, dileggiata e ricattata dagli stessi con video registrati durante gli stupri, avvenuti in una capanna o grotta poco distante dal paese: un luogo anch'esso sfregiato, in quanto sarebbe utilizzato dalla comunità pimontese annualmente per la rappresentazione del Presepe.             

Gli stupratori accusati sarebbero tutti  minorenni, provenienti  da diverse estrazioni sociali e culturali, due addirittura sembrerebbe fossero vicini anche al contesto parrocchiale  di Pimonte (v. intervista al Parroco di seguito indicata) ma comunque tutti, anche se   in diverso modo, sarebbero stati complici, e per diverso tempo, di questi gravissimi reati: commessi a danno di quella che avrebbe dovuto essere per loro un'amica, una coetanea, una fidanzata da amare e render felice... non un oggetto senza sentimenti, emozioni e dignità o diritti, da poter usare o far usare !

Ci ha lasciato nuovamente sgomente l'aver appreso che, un anno dopo il verificarsi di questi crimini orrendi, il Sindaco, durante un' intervista tv mandata in onda da La7 nel luglio 2017, sostenesse che lo stupro commesso fosse stata "solo una "bambinata" e che tutta la vicenda fosse ormai "cosa passata" da archiviare  (vedi servizio  nei link sottostanti ). 

Nel frattempo infatti la famiglia della vittima ha deciso di trasferirsi in Germania, non potendo ovviamente sopportare che quei ragazzi fossero intanto tornati in libertà, liberi di girare per il paese.

Lo stesso atteggiamento del Sindaco è stato espresso anche da altri compaesani,  durante le interviste mandate in onda da La7, con lo stesso servizio, nonchè  da altre testate giornalistiche: come se quanto potrebbe essere stato commesso da questi giovani costituisse al più solo un peccato, forse pur grave e di cui farsi presto perdonare, ma non primariamente un REATO che, come tale e se definitivamente accertato,  prevederebbe  invece una pena   adeguata da scontare: non solo detentiva, comminata giudizialmente, ma SOCIALE, attraverso  una manifestazione di ferma CONDANNA dinanzi al gravissimo comportamento di   dispregio anaffettivo e violento che sarebbe stato commesso.

Un reato   da stigmatizzare senza se e senza ma.

Tutto ciò, a maggior ragione, se si pensa che tali reati  a quanto pare sarebbero stati commessi in modo continuato e ripetuto da non pochi giovani del luogo: in un paese che conta poche migliaia di abitanti: con tutte le conseguenze che ciò comporta.

Dunque più forte avrebbe dovuto essere la condanna ufficiale e sociale dell'intero paese verso lo  stupro: a partire dal Sindaco e, perchè no, dal Parroco, il quale, pur condannando la violenza e gli stupri, nell'intervista affermerebbe :"E' un peccato verso Dio".

E la vittima ?

Solo partendo dalla piena consapevolezza delle responsabilità dell'intera comunità, oltre quella personale che verrà accertata definitivamente dai Tribunali, con conseguente e successiva espiazione certa e  proporzionata della pena, si potrà  pensare di poter ricostruire  un rapporto di fiducia sociale, di autentica crescita personale e comunitaria, che possa  anche giungere, solo AL TERMINE di questo LUNGO percorso, all'eventuale perdono da parte della vittima e della sua famiglia e dunque,  solo allora, all'oblio della tragica vicenda !

Senza una previa, adeguata, forte, ripetuta  e determinata  condanna, senza che prima gli eventuali colpevoli abbiano  scontato una proporzionale ed esemplare  pena inflitta dai tribunali, nessun oblio  può essere fatto,  NESSUN PERDONO CHIESTO o ottenuto: suonerebbe  un modo ipocrita per  negare o sminuire frettolosamente l'accaduto, dimenticandolo, PRIMA ANCORA CHE VENGA FATTA GIUSTIZIA !

L'anticipare progetti di pieno reintegro di quei ragazzi, richieste di perdono, avanzate  da alcune famiglie,  parlare quasi solo dei ragazzi accusati come di potenziali o effettive vittime (v. interviste del Parroco), affinchè si giunga presto all'oblio sugli stupri che sarebbero stati  commessi, è OGGI prematuro ed inumano.

Ciò potrà essere fatto: ma solo dopo che si sia definitivamente non solo pronunciata la giustizia, ma anche espiata la pena !

Alcune  interviste sopra indicate  (v. nei link sottostanti) sono state rilasciate gIà nei mesi subito successivi gli stupri, nonchè in seguito e più recentemente,  nonostante  nel novembre 2016 lo stesso Assessorato alle Politiche Sociali di Pimonte  avesse organizzato, con le  associazioni del territorio, una giornata di sensibilizzazione contro la violenza alle donne, presente lo stesso Sindaco (vai al link sottostante).

A causa della recente repentina e forte reazione di migliaia di italiani e degli stessi media dinanzi le parole del Sindaco, intervistato da La7 nel luglio 2017, questi immediatamente dopo presentava pubblicamente le proprie scuse per quanto affermato (v. link sottostante) tuttavia assumendo, in tal modo, la paternità di quelle affermazioni : "è stata una bambinata!"

Ma ciò basta per testimoniare una autentica fedeltà e coerenza con i principi costituzionali italiani ?

Ciò giustifica la richiesta di oblìo su questi fatti ?

Ed è una valida scusa, oggi, sostenere che quelle affermazioni siano frutto di una inesperienza televisiva e mediatica del Sindaco.... o, peggio, pensare che potrebbero esser state travisate dal giornalista di La7 ? (v. quanto sostenuto in un Comunicato Stampa Ufficiale trasmessoci dallo Staff del Sindaco: vai al link sottostante).


"HO LA COSCIENZA PULITA" sostiene a gran voce il Sindaco di Pimonte nel suo Comunicato Stampa Ufficiale inviatoci il primo agosto 2017, via mail.

Ma possiamo dire veramente, noi tutti, Istituzioni di Pimonte comprese,  di avere la coscienza a posto, se in Italia ogni due giorni viene uccisa una donna o una ragazza dal fidanzato, marito o ex compagno ?

Se bambine, ragazze e donne come la quindicenne di Pimonte vengono quotidianamente abusate, violentate, struprate, mobbizzate, emarginate  ?

O non dobbiamo piuttosto chiederci quali siano le nostre responsabilità formative ? Dobbiamo chiedercelo come madri, padri, docenti, formatori, ma anche in quanto Giudici, giuristi, giornalisti, Sindaci, responsabili istituzionali di ogni livello ed in ogni settore. Nessuno escluso !

Possiamo realmente dirci :"IO HO LA COSCIENZA PULITA" ?

Inutile condannare la violenza, se poi non ci si comporta di conseguenza : cioè non sostenendo efficacemente   le vittime delle violenze e non condannando esemplarmente i responsabili di questi reati.

Un insegnamento è percepito come valido,  venendo recepito dai giovani e meno giovani di una società, solo se ad esso segue  un comportamento concreto e coerente. Attuato a  tutti i livelli.

Se ciò non avviene, o viene attuato solo in modo apparente e formale,  l'insegnamento non è autentico. Rimane vuota astrattezza ed anzi, rimanda ad una ambivalenza di messaggi contraddittori ed incoerenti che patologizza i destinatari: i nostri giovani e dunque la società stessa.

A causa della nostra Petizione lanciata  sulla pagina change.org "Dimisioni Sindaco di Pimonte: uno stupro non è una bambinata" che in due settimane ha ottenuto oltre 44.000 sottoscrizioni, siamo state contattate dallo Staff del Sindaco di Pimonte che ci invitava ad approfondire la vicenda,  assicurando che quella andata in onda non fosse la reale mens del loro primo cittadino,  ancor oggi sostenuto da tutti i suoi cittadini.

Diamo atto che il Dottor Palummo, appartenente ad una Lista civica (l'unica Lista che sarebbe stata presentata alle ultime elezioni comunali) nel giugno scorso è stato infatti  rieletto Sindaco dai suoi concittadini "a pieni voti" e per la sua seconda volta, riportando un grande successo elettorale  (v. link sottostante).


Diamo altresì atto al Consiglio comunale di Pimonte ed al Sindaco stesso di aver sostenuto la organizzazione e realizzazione della manifestazione "Non è Colpa MIa",  nel novembre scorso, per sensibilizzare la società pimontese contro la violenza di genere (v. link sottostante).

Ma è il Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Campania, dottor Cesare Romano, ad affermare che in realtà "non è stato fatto abbastanza"  proprio dalle istituzioni pimontesi per la povera quindicenne e la sua famiglia, così da determinarne la decisione  di cercare altrove quella serenità che a Pimonte è stata negata loro ! (v.  link).

In realtà, come riferito dall'avvocato della vittima e della sua famiglia, la realtà pimontese non è monolitica (v. link sottostante): una parte dei Pimontesi condanna   gli stupri che sarebbero stati commessi da questi ragazzi a danno della giovane vittima, anch'essa loro concittadina, non condividendo dunque l'atteggiamento sminuente espresso da altri cittadini innanzi le telecamere di La7.

Tuttavia dalle interviste mandate in onda, molte delle quali  riportate sotto con i link corrispondenti, risulta  indubbio che il territorio di Pimonte non sia del tutto scevro da una mentalità negazionista, che rifugge l'assunzione piena e completa delle responsabilità formative in gioco. A cominciare dal suo primo cittadino, in base a ciò che egli stesso scrive nel suo Comunicato Stampa Ufficiale inviatoci  !

Tanto più ciò sarebbe grave qualora risultasse vero, come riferito da diversi servizi giornalistici, che tali atroci fatti si sarebbero intrecciati con le realtà criminali, organizzate o non, del territorio !

A maggior ragione, dunque, lo Stato e le istituzioni dovrebbero,  proprio in queste occasioni, porre più attenzione, verificare tutte le responsabilità, ed in caso inviare segnali forti, affinchè si sappia che non è mai ammissibile la giustificazione o l'oblio di un così grave reato, specie se commesso contro una minore, specie se espressione di una cultura contraria alla legalità, ai diritti costituzionalmente garantiti ad ogni persona, senza distinzione alcuna,  ed infine allo Stato medesimo !

Nè mai è accettabile la inversione dei ruoli vittima/carnefice, che quella cultura negazionista implica.

Non c'è dubbio che, come sostenuto dal Parroco di Pimonte,  i minorenni che avrebbero commesso questo vigliacco e spregevole atto verso questa giovanissima ragazza, scontando la pena che eventualmente verrà  inflitta dalla giustizia, debbano tuttavia anche essere aiutati ad uscire dai meccanismi che li avrebbero condotti a ciò: siano  essi legati ad una cultura di violenza criminale, peggio se organizzata, o  di anaffettiva dipendenza dal branco.

Tuttavia il dovere della società intera, civile e politica, in particolare in questo frangente quella di Pimonte, è quello di NON DIMENTICARE che la vera vittima è la ragazzina quindicenne e la sua famiglia : distrutti da ferite che difficilmente potranno rimarginare !




#MaisonAntigoneNonHaLaCoscienzaPulita

RIMANDIAMO AI SEGUENTI LINK PER  APPROFONDIRE  I FATTI E LE DICHIARAZIONI RESE...MA PRIMA VAI ALLA PAGINA DEDICATA ALLA  NOSTRA PETIZIONE E FIRMA  !!!!



- Comunicato Ufficiale del Sindaco di Pimonte inviatoci il 1 agosto 2017 via mail

- La notizia degli stupri di gruppo a danno della quindicenne, minacciata e ricattata da filmati: coinvolti 12 minorenni, compreso il fidanzatino

- Manifestazione contro la violenza alle donne a Pimonte (novembre 2016)

- Parla l'Avvocato della vittima Cathine Graziuso: parte del Paese condanna ciò che è avvenuto, ma "una parte pensa sia stata una bravata", la ragazza dileggiata. Un Paese che sembrerebbe aver reagito solo con incontri istituzionali, eventi, pensando forse un pò troppo presto al reintegro dei carnefici

- Parla la psicologa del centro antiviolenza che ha seguito la vittima e la sua famiglia, spiegando il loro dolore ed i meccanismi di conflitto subentrati, l'abbandono subito, la reazione alla liberazione dei ragazzi arrestati disposta dal GUP, la decisione della famiglia di rientrare in Germania e non tornare mai più. Una famiglia distrutta che cerca un nuovo inizio altrove.

- Intervista del luglio 2017 al Parroco di Pimonte: "anche i ragazzi arrestati sono vittime" (Fanpage.it).


- intervista al Parroco di Pimonte del luglio 2016 (Il Corrierino Tv)


-
"un'offesa a Dio dire che è stata una bambinata" inrtervista al Parroco di pimonte del luglio 2017  (Canale 696)

- Intervista di La7 al Sindaco di Pimonte trasmessa il 3 luglio 2017 "è stata una bambinata".

Servizio televisivo su La7

- Elezioni del giugno 2017  del Sindaco di Pimonte (La Repubblica.it)

- Le "scuse" del Sindaco di Pimonte

- Riflessioni di una psicologa ed insegnante circa le dinamiche del branco e le naturali reazioni della vittima

- Il Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Campania accusa l'amministrazione di Pimonte di non aver fatto abbastanza